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Uno degli insegnamenti dello yoga che, attraverso la pratica fisica, possiamo portare nella vita di tutti i giorni è l’apertura ai cambiamenti di prospettiva.
Guardare il mondo da un altro punto di vista, metterci nei panni degli altri, cambiare l’angolo visuale allena la nostra capacità di comprensione degli altri e di ciò che ci succede, ci regala intuizioni nuove, ci invita a essere più aperti, pazienti e tolleranti, ci aiuta a conoscere aspetti di noi e degli altri spesso nascosti o sottovalutati.
La nostra vita comprende anche una capacità di intuire o interagire prevendendo ciò che oggi non ci è conosciuto. Cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere domani. Questi asana ci fanno percepire nettamente come reagiamo allo “sconosciuto”, alla prospettiva diversa e nuova.
La maniera migliore per vedere le cose da un’altra prospettiva, è quello di mettersi a testa in giù. Le “inversioni” o “posizioni invertite” sono tutti quegli asana in cui il cuore e la testa sono più bassi rispetto al bacino e alle gambe. A partire da Adho Mukha Svanasana (il Cane a faccia in giù), sono molte le posizioni che capovolgono il nostro assetto abituale e stimolano le nostre percezioni di maniera nuova e inedita.
Da un punto di vita fisico, le posizioni di questa famiglia hanno benefici sulla nostra salute, favorendo il ritorno venoso e linfatico dalla parte inferiore del corpo verso gli organi di depurazione, aiutando così a rimuovere ristagni e tossine negli organi addominali e negli arti inferiori. Dall’interconnessione tra sistema linfatico, intestino e sistema immunitario deriva la possibilità di queste posizioni di agire positivamente su quest’ultimo sistema.
Si tratta spesso di posizioni spesso “sfidanti” che richiedono forza, equilibrio e la volontà di vincere i timori e le resistenze: Sarvangasana (la candela), Sirsasana: (la verticale sulla testa), Adho Mukha Vkrasana: (la verticale sulle mani), Pincha Mayurasana (la piuma del pavone) sono tutti asana che obbligano a sviluppare una maggiore concentrazione, forza fisica, equilibrio e resistenza.
Inserite nella pratica queste posizioni possono portare molteplici benefici, oltre a quelli a livello fisico descritti in precedenza possiamo agire in modo positivo a livello mentale: questi asana migliorano lo stato di salute mentale in generale e aumentano la sicurezza e la fiducia in se stessi, quelle con un appoggio a terra maggiore permettono anche di riposare la mente. Attraverso gli equilibri a testa in giù ci confrontano con l’ambizione, il desiderio di sperimentare il nuovo e la paura che il nuovo porta con sé. Sono parte di un percorso lungo e sempre ricco di nuovi stimoli che richiede una grande capacità di mantenerci in equilibrio tra l’essere temerari e cedere al timore.
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