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Il tema mentale ci porta questo mese a esplorare la calma e la stabilità che albergano nella mente quando tutta l’agitazione cessa. Quanto il corpo cessa lo sforzo e si abbandona al “non fare”, la mente appare silenziosa. E’ una mente in ascolto.
L’evoluzione interiore non deriva da un accumulo di sapere, ma è invece legata a un raffinarsi della nostra capacità di sentire e di essere, per vedere le cose – e noi stessi – esattamente come sono.
Per compiere questa crescita, la capacità di ascoltare sembra essere l’unico strumento a nostra disposizione. Questa attitudine ci permette di entrare in contatto con voci più profonde e quiete, che ci donano salute e gioia di vivere.
Per avvicinarsi a questo stato, è necessario eliminare le tensioni non necessarie e lasciare andare i vecchi schemi inconsci. Questo è possibile usando la consapevolezza.
Rilassare il corpo e imparare a lasciar andare lo sforzo sono sia il punto di arrivo della pratica sia quello di partenza. Solo se il corpo fisico è calmo e rilassato, le tensioni sono decadute e la mente è silenziosa, si può entrare in uno stato meditativo. Come afferma Patanjali negli Yoga Sutra, quando il corpo è stabile e comodo e si abbandona lo sforzo, appare una sensazione meditativa che avvicina all’infinito.
Non si tratta dunque di “fare” qualcosa, ma di lasciare che qualcosa accada. Come sempre, si tratta di non fare, di non cercare di modificare.
Entrare in uno stato meditativo non è qualcosa che fai, ma qualcosa che sei.
Questo ascolto consapevole ci permette di trasformarci per esprimere il nostro intero potenziale e per vivere pienamente la nostra vita.
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